La differenza tra INTOLLERANZE ed ALLERGIE alimentari

Allergie Alimentari

Le allergie alimentari si manifestano quando un allergene (cioè una proteina dell’alimento che nella maggior parte delle persone non crea nessun problema) innesca invece una catena di reazioni che interessano il sistema immunitario:

  1. prima fase: Sensibilizzazione – Il contatto iniziale con un allergene non provoca una reazione allergica, ma attiva il sistema immunitario. Nei soggetti allergici, il sistema immunitario identifica erroneamente determinate proteine come nocive.
  2. seconda fase: Reazione – Una volta avvenuta la sensibilizzazione, una successiva esposizione all’allergene può provocare una reazione allergica: nei soggetti sensibilizzati tali sostanze inducono sintomi allergici (come prurito o gonfiore).

processo di sensibilizzazione ad Allergie Alimentari

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Intolleranze Alimentari

Le intolleranze alimentari, invece, non interessano il sistema immunitario. Esse possono essere classificate come:

  1. enzimatiche (perché dovute, ad esempio, alla carenza di un enzima quale la lattasi, indispensabile per la digestione del lattosio, uno zucchero del latte)
  2. farmacologiche mentre in alcuni casi il meccanismo può non essere definito.

allergeniGli alimenti “colpevoli”

120 alimenti sono stati descritti come responsabili di allergie alimentari (fonte: studio EuroPrevall finanziato dall’Unione Europea), ma è solo un numero ristretto di alimenti a causare la maggior parte delle reazioni allergiche. Ecco una curiosità interessante:

Pensate che sono solo 14, le sostanze o prodotti che necessitano dell’etichettatura obbligatoria degli allergeni (la normativa è stata aggiornata a dicembre del 2014) in quanto considerati le cause più comuni o più gravi di ipersensibilità. In particolare, due di questi ingredienti non determinano reazioni immuni mediate da IgE, ma sono definiti allergeni per semplificare la normativa. Si tratta del GLUTINE e dei SOLFITI.

Quali sono i sintomi delle allergie alimentari?

I sintomi variano da lievi (come prurito e/o gonfiore della bocca) a gravi (fortunatamente un’anafilassi grave si verifica in un numero ridotto di casi). Possono interessare vari organi, come l’epidermide, il tratto gastrointestinale, il tratto respiratorio, gli occhi e il sistema nervoso centrale.

Per diagnosticare correttamente un’allergia alimentare, la compilazione di una storia clinica completa e l’esecuzione di un esame clinico da parte di un medico specialista è fondamentale. Particolare rilievo viene dato al tipo di sintomi, alla loro frequenza e al momento in cui si manifestano. Seguono quindi metodi diagnostici specifici che comprendono i test di sensibilizzazione cutanea, i test ematici, i test di provocazione alimentare orale, i test di provocazione in doppio cieco controllati con placebo (DBPCFC) e le diete per eliminazione di alimenti.

Cosa influenza lo sviluppo delle allergie alimentari?

I dati disponibili confermano sicuramente il fattore genetico. Ma non è l’unico. Lo sviluppo delle allergie alimentari, vede infatti come correlati una miriade di fattori ambientali e demografici.
In particolare:

  • Cambiamenti delle abitudini alimentari dovuti alla globalizzazione: gli alimenti sono commercializzati su scala globale ed i consumatori sono abitualmente esposti a nuovi alimenti
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Le differenze geografiche nella prevalenza degli allergeni possono essere attribuite anche a fattori diversi dalle abitudini alimentari
  • Biotecnologie (alimenti geneticamente modificati) 
Sotto il profilo della sicurezza, gli alimenti geneticamente modificati (GM) sono tra le tipologie più controllate di alimenti. La tecnologia GM può essere utilizzata anche per eliminare gli allergeni dagli alimenti; ad esempio, nel caso della produzione di prodotti della soia che comportino un rischio di allergie alimentari minore rispetto ai semi di soia tradizionali.

Per maggiori informazioni sull’argomento potete consultare questo rapporto sugli allergeni alimentari della EUFIC (European Food Information Council).

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